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I centri di consulenza per la demenza vi aiutano

Avete altre domande sugli argomenti inerenti alla demenza e all’Alzheimer? Cercate un sostegno per i famigliari curanti? Desiderate fissare un colloquio personale per un consulto diagnostico? Una vasta offerta di informazioni è a vostra disposizione e i centri di consulenza per la demenza della vostra regione saranno lieti di potervi aiutare. Qui troverete gli indirizzi e i link principali.

Consulenza

Desiderate una prima consulenza sul tema della demenza? Desiderate sapere dove potete trovare nelle vostre vicinanze un aiuto per persone affette da demenza?

 

L’ Alzheimer Svizzera, con le sue 21 sezioni, è il primo indirizzo cui rivolgersi per l’argomento demenza. Essa offre alle persone affette e ai loro congiunti consulenza, sostegno e supporto. Il Telefono Alzheimer nazionale è attivo i lunedì a venerdì, dalle 8 alle 12 e dalle 13.30 alle 17.

Telefono Alzheimer:
058 058 80 00
info@alz.ch

 

I 130 centri di informazione e consulenza delle organizzazioni cantonali e intercantonali di Pro Senectute supportano le persone affette da forme di demenza e i loro famigliari nell’ambito finanziario e assicurativo nonché dell’organizzazione della vita quotidiana.

 

È possibile contattare Pro Senectute anche tramite il seguente numero di tel.:
044 283 89 89
info@pro-senectute.ch

Consulenza medica

La prima persona di riferimento per una consulenza medica è il dottore di famiglia. Spesso segue un ulteriore chiarimento presso uno specialista, per esempio presso una Memory Clinic.

 

Desidera formulare le proprie disposizioni in caso d’emergenza? Con il dossier previdenziale DOCUPASS di Pro Senectute può esprimere e mettere per iscritto desideri personali, esigenze e richieste varie, affinché in caso di malattie o discernimento in seguito a infortuni o malattia, le cure e i trattamenti da seguire, le disposizione personali nonché le proprie volontà, in caso di morte, vengano rispettate.

Ulteriori informazioni sul tema della demenza

Sul sito Internet dell'Associazione Alzheimer Svizzera troverete informazioni dettagliate per tutti gli ambiti della malattia Alzheimer e delle altre forme di demenza nonché sui centri di consulenza per la demenza e le offerte di aiuti presenti sul territorio. Si tratta di indicazioni e dati utili indirizzati alle persone colpite da tale malattia, ai congiunti curanti, agli specialisti del settore nonché a tutti gli interessati a tale tematica. Sono disponibili, a titolo gratuito, numerose pubblicazioni in merito.

Approfondimenti sui temi dell’anzianità

Sul sito Internet di Pro Senectute troverete informazioni sui temi dell’anzianità e sui centri di informazione e consulenza della vostra regione. Pro Senectute offre un'ampia gamma di prestazioni e servizi a favore delle persone anziane e dei loro congiunti, e anche delle persone affette da demenza.

 

 

 

Domande ricorrenti

La smemoratezza è uno dei segnali d’allarme per l’Alzheimer o per altre forme di demenza. Dimenticare le cose non significa, tuttavia, essere affetti da queste sindromi. La smemoratezza è in genere normale nella vecchiaia. Occorrono più segnali di questo tipo. Le persone che si trovano allo stadio iniziale di demenza, per esempio, hanno problemi con il linguaggio, con l’orientamento, con le azioni della vita quotidiana, o hanno problemi nel pianificare le cose. È importante che un cambiamento sia accertabile molto presto. Se sono presenti più segnali d’allarme, si deve consultare il proprio medico di famiglia.

Difficoltà cognitive come la smemoratezza possono avere diverse cause. Se si conosce la causa, questa si potrà curare. Sarebbe un peccato lasciarsi sfuggire qualcosa. Potreste far notare proprio questo a vostra madre. Se la resistenza da parte della persona colpita è troppo forte, si può coinvolgere il medico di famiglia e descrivergli le proprie osservazioni. Egli potrà poi discutere con molta cautela di questo tema con la diretta interessata in occasione della prossima visita.

Il riconoscimento precoce è essenziale. Per molte persone colpite e i loro familiari il periodo antecedente alla diagnosi è molto gravoso e opprimente. Si accorgono che qualcosa non va, ma non sanno esattamente cosa. Se la diagnosi è fatta tardi, si spreca molto tempo prezioso. Certo, la demenza non si può curare, ma si può trattare. Grazie alla diagnosi le persone colpite possono pianificare il proprio futuro, prendere ancora decisioni importanti autonomamente e l’intera famiglia ha la possibilità di accedere ai servizi di assistenza e di consulenza. Non si deve affrontare tutto da soli. Ci sono valide offerte di sostegno e sgravio.

Ci sono farmaci per il trattamento dei vari tipi di demenza, ma le terapie che non prevedono l’uso di farmaci sono altrettanto importanti. Aiutano a gestire meglio la vita di tutti i giorni e a mantenere le facoltà di cui si è ancora in possesso. Stabilire quali farmaci siano indicati dipende dal tipo di demenza e soprattutto dalle condizioni generali di salute. Nel caso dell’Alzheimer sono impiegati i cosiddetti farmaci antidementivi, che sono in grado di rallentare l’avanzamento della malattia. Allo stadio iniziale di una demenza spesso si presentano forme depressive, quindi possono essere inseriti nel trattamento anche farmaci antidepressivi.

All’inizio le informazioni e la consulenza per le persone colpite e per i loro familiari sono molto importanti. Più si sa sulla malattia e le sue conseguenze, più si può imparare a conviverci meglio. È consigliabile anche lo scambio di opinioni e informazioni con altre persone colpite. Nel corso della malattia possono rivelarsi utili o necessari altri servizi: assistenza durante i pasti, aiuto per le pulizie, servizio trasporto, servizi Spitex, sgravio per i familiari, sostegno amministrativo, consulenza sociale, centri diurni, vacanze Alzheimer e così via. L’Associazione Alzheimer e Pro Senectute possono fornirle informazioni sulle offerte più vicine a lei.

È importante l’atteggiamento generale. La cosa migliore è accettare la persona così com’è in questo momento. Ci vuole empatia. Le persone affette da demenza possono anche non ricordarsi che spesso insistono per molte volte sulle stesse cose. Le ripetizioni costanti possono essere pesanti, ma bisogna cercare di rimanere calmi. Non celano alcuna cattiva intenzione. Piuttosto, le domande ricorrenti possono fornire spiegazioni sull’indole di base della persona colpita. Cercate di immedesimarvi oppure cercate di distrarre il vostro vicino. Sarebbe bene evitare di obiettare o di rinfacciare al vicino che ripete sempre la stessa cosa.

Il cervello funziona in linea di massima come le altre parti del corpo. Ben allenato e ben nutrito può contrastare meglio le malattie e il decadimento. Stimolate di tanto in tanto il vostro cervello con qualcosa di nuovo. Questo attiva le cellule e rafforza i loro legami. Per esempio, imparate una lingua straniera, provate un nuovo sport, frequentate un corso di danza, ecc. Anche frequentare regolarmente un gruppo di amici e sedersi a parlare è un allenamento cognitivo. Nella discussione con gli altri bisogna reagire alle argomentazioni, ricordarsi un film visto da poco o di un libro letto da poco: questo richiede un grande sforzo da parte del cervello.

Per le persone affette da demenza esistono speciali allenamenti mentali. Si tratta di mantenere le facoltà di cui si è ancora in possesso. L’allenamento può aiutare ad affrontare meglio la vita quotidiana.

Non è possibile rispondere in modo chiaro e univoco a questa domanda, tanto più che la ricerca non dispone ancora di una risposta scientifica certa. La forma di Alzheimer che si presenta prima della vecchiaia è nella maggior parte dei casi ereditata. Se però la malattia si presenta più tardi, è meno chiaro quale ruolo abbia la predisposizione genetica. Ciò vale anche per altre forme di demenza. Chi è preoccupato perché un genitore o il nonno, o la nonna sono malati di Alzheimer, dovrebbe richiedere un consulto.

La prima persona di riferimento con cui si dovrebbe parlare dei propri timori è il medico di famiglia. Una diagnosi accurata comprende un esame approfondito delle condizioni di salute. Si tratta soprattutto di escludere altre cause per i problemi cognitivi. Il medico di famiglia può infine chiarire con alcuni test relativamente semplici se sussista effettivamente il sospetto di una sindrome demenziale. In questo contesto è importante il colloquio con la persona colpita e con i suoi familiari. Le loro osservazioni sono importanti. Se viene confermato il sospetto, può essere ragionevole condurre ulteriori accertamenti presso specialisti (per esempio in una Memory Clinic). Questo per una diagnosi il più differenziata possibile e per stabilire il trattamento.

Le persone affette da demenza hanno in linea di massima le stesse esigenze delle persone senza demenza. Desiderano vivere il più a lungo possibile in modo autosufficiente nel proprio ambiente familiare. Essi, tuttavia, fanno fatica a orientarsi e a svolgere le faccende della vita quotidiana. È anche possibile che si comportino in modo strano.

Alcuni consigli


  • Avvicinarsi alla persona sempre da davanti.
  • Ascoltare con attenzione, instaurare un contatto visivo.
  • Evitare frenesia e stress.
  • Costruire frasi semplici, parlare lentamente.
  • Aiutare a completare le parole mancanti.
  • Prendere sul serio i problemi e le paure delle persone affette da demenza.
  • Mostrare comprensione e cercare di trasmettere sicurezza.
  • Non contraddire in caso di affermazioni o storie incomprensibili.
  • Non prendere le accuse in modo personale, rimanere calmi.

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